Alla fine del 2009 non risultano variazioni del numero complessivo di pazienti in carico ai
programmi di trapianto dei centri AIRT: 4250
iscrizioni contro 4307 del 2008 (-1%).
In particolare, per quanto riguarda il rene, si osserva una diminuzione nella lista dell’Emilia
Romagna e Toscana e un leggero aumento per il Piemonte-Valle d’Aosta e Puglia, per un totale di
circa 100 iscrizioni in meno rispetto al 2008. Il numero complessivo , comunque, rappresenta circa
il 40% delle iscrizioni in Italia. La stessa percentuale si osserva anche per i pazienti in lista
per un trapianto di fegato (560 nei Centri AIRT
vs 1454 in Italia). L’Emilia Romagna, che detiene
circa il 70% delle iscrizioni in area AIRT,
continua la sua politica di riduzione della lista
intrapresa negli ultimi anni (-12%). Per il trapianto di Cuore e Polmone, le
liste AIRT rappresentano
rispettivamente il 20% e il 19% delle iscrizioni in Italia.
La grandezza della lista di attesa è in equilibrio con la capacità di trapianto del sistema, con
l’eccezione del programma di trapianto renale, dove rimare elevato il divario tra numero di pazienti
in attesa e quello di coloro che accedono al trapianto. Questo naturalmente si riflette anche sul periodo
medio di attesa, che rimane in genere contenuto nel caso di organi salvavita. Si notano pur tuttavia delle differenze nei centri AIRT.
Per quanto riguarda il trapianto renale, i pazienti iscritti nei centri
dell’Emilia Romagna e della Puglia registrano un’attesa superiore alla media nazionale (~3 anni),
mentre i pazienti iscritti in Piemonte e in Toscana hanno un attesa leggermente inferiore alla media
nazionale. Per quanto riguarda il fegato, invece, il tempo medio di attesa in Italia è 2,06 anni,
nettamente superiore al tempo di attesa delle regioni Piemonte e Toscana (entrambi 0,6 anni) e della
Puglia (1.4 anni). L’Emilia Romagna, invece, ha un tempo di attesa medio di circa 2.6 anni, dovuto
all’alto numero di iscrizioni nella regione.
Il tempo di attesa per un trapianto di cuore è inferiore alla media nazionale per tutte le regioni
AIRT
(Piemonte 1.1 anno, Toscana 1.5 anni, Emilia Romagna 1.7 anni, Italia 2.5 anni), tranne per il
centro pugliese che ha ripreso la sua attività quest’anno.