Nel corso del 2009 le regioni afferenti all’AIRT hanno
segnalato 854 potenziali donatori, con un lieve incremento
del numero di segnalazioni rispetto all’anno precedente (831, +2,7%). Questo dato si è associato a una lieve
flessione del numero di opposizioni (dal 32% nel 2008 al 30% nel 2009), ma anche a una diminuzione del 3% del
numero di donatori che sono stati poi effettivamente utilizzati (407 nel 2009 rispetto a 420 del 2008).
Il risultato del 2009, che da una parte vede un lieve incremento delle segnalazioni, ma dall’altra una diminuzione
altrettanto lieve dei donatori utilizzati, riconosce essenzialmente tre cause.
La prima è che si è molto differenziato l’apporto delle singole regioni
AIRT al risultato complessivo. In due
delle tre regioni del Nord (Piemonte, Emilia Romagna), si è assistito a una diminuzione dei
donatori utilizzati del 16% circa. Visti i numeri assoluti di queste due regioni, il peso di questo decremento
non poteva non farsi sentire sul p.m.p. dei donatori utilizzati in tutta
l’AIRT. Al contrario, la Toscana registra
un aumento nei donatori utilizzati dell’8%, collocandosi in maniera stabile vicina a 35
p.m.p. per i donatori
utilizzati, situazione unica nel panorama italiano. La Puglia, con 10,1 p.m.p.
donatori utilizzati nel 2009, fa un
piccolo passo indietro rispetto al valore di 11,4 p.m.p. del
2008, non riuscendo quindi a raggiungere l’obiettivo di
proseguire il cammino di ripresa nelle donazioni, iniziato nel 2005 e che quest’anno subisce per la prima volta in
quattro anni un lieve arretramento. La provincia autonoma di Bolzano, pur con i limiti di numeri molto contenuti,
mostra una decisa ripresa, che prosegue il cammino in ascesa delle donazioni, iniziato nel 2008
(7 i donatori segnalati e 3 utilizzati) e che quest’anno registra 20 donatori segnalati e 10 utilizzati.
Questi segnali sono anche più significativi se rapportati al quadro sostanzialmente di stabilità dell’Italia,
all’interno della quale però si denota la ripresa in aumento delle donazioni nell’area NITp, che
supera l’AIRT
per collocarsi nel 2009 al primo posto fra le tre grandi aggregazioni di regioni.
La seconda, che pesa in maniera minore ma comunque significativa, risiede in una sempre più accurata selezione
del donatore, dalla quale discende l’individuazione di cause di non idoneità alla donazione in percentuale
superiore a quella degli anni precedenti.
La terza, epidemiologica, è la variazione del numero di abitanti sul quale si eseguono i calcoli del p.m.p.: si
è avuto un aumento della popolazione nelle tre aree, e questo implica che un pari numero di donatori porta ad
un p.m.p. minore rispetto allo scorso anno.
I dati epidemiologici evidenziano, in linea con la tendenza degli ultimi anni, l’età media avanzata dei
donatori (passata dai 60 anni del 2008 ai 64 anni del 2009) e la patologia cerebro vascolare (59%)
come principale causa di morte.
Nota positiva, la base delle rianimazioni che hanno collaborato al procurement segnalando potenziali
donatori è sempre più ampia: 29 in Piemonte-Valle d’Aosta, 25 in Toscana, 18 in Emilia Romagna, 13 in Puglia, e
4 nella provincia autonoma di Bolzano, a sottolineare una diffusione capillare dell’impegno dei sistemi regionali.