Nel corso del 2010 le regioni afferenti all’AIRT
hanno segnalato 856 potenziali donatori, con un lieve
incremento del numero di segnalazioni rispetto all’anno precedente (854, +1%). Questo dato si è
associato a una lieve flessione del numero di opposizioni (dal 30% nel 2009 al 28% nel 2010), ed
anche ad un lieve aumento del numero di donatori che sono stati poi effettivamente utilizzati
(410 nel 2010 rispetto a 407 nel 2009).
Il risultato del 2010 è complessivamente un buon risultato: lieve incremento delle segnalazioni, lieve
riduzione delle opposizioni e minimo aumento dei donatori utilizzati.
Sicuramente resta differenziato l’apporto delle singole regioni
AIRT al risultato complessivo. In due delle
tre regioni del Nord (Piemonte, Emilia Romagna), si è assistito ad un aumento dei donatori utilizzati. In particolare
il Piemonte ha chiuso il 2010 con un ottimo p.m.p. (29,4). Al contrario, la Toscana registra un calo rilevante nei
donatori utilizzati, collocandosi allo stesso dato presente nel 2005. La Puglia, con 10,8 p.m.p. donatori
utilizzati nel 2010, fa un passo avanti rispetto al valore di 10.1 p.m.p. del 2009, proseguendo il cammino di
ripresa nelle donazioni, iniziato nel 2005 e che nel 2009 aveva avuto un lieve arretramento. La provincia autonoma
di Bolzano, pur con i limiti di numeri molto contenuti, mostra una flessione rispetto all’anno 2009 (20.3 p.m.p.)
che era stato di ottima ripresa. Il dato del 2010 si assesta su un p.m.p. di 16.
Ci sono segnali positivi in AIRT anche rapportati al
quadro nazionale, che mostra un minor numero di donatori
segnalati nell’area NITp
e OCST, compensati per l’area NITp da un
ottimo indice di utilizzo degli organi.
Si mantiene inalterata l’attenzione alla selezione del donatore e all’individuazione di cause di non idoneità
alla donazione durante l’osservazione o durante il prelievo degli organi.
I dati epidemiologici evidenziano, in linea con la tendenza degli ultimi anni, l’età media avanzata dei
donatori (passata dai 64 anni del 2009 ai 65 del 2010) e la patologia cerebro vascolare (61%) come principale
causa di morte.
Nota positiva, la base delle rianimazioni che hanno collaborato al procurement segnalando potenziali donatori
è sempre più ampia: 33 in Piemonte-Valle d’Aosta, 25 in Toscana, 18 in Emilia Romagna, 12 in Puglia, e 2 nella
provincia autonoma di Bolzano, a sottolineare una diffusione capillare dell’impegno dei sistemi regionali.